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Separazione consensuale.

Tra le modalità di separazione congiunta di tipo legale, figura l’istituto della separazione consensuale.

Con questo tipo di separazione i coniugi stabiliscono in autonomia i dettagli della separazione.

Presupposto fondamentale per la questo tipo di separazione è cioè un accordo dei coniugi circa tutti gli aspetti del matrimonio.

Tali aspetti saranno in seguito soltanto omologati dal tribunale, che ne attesterà la loro validità legale.

La separazione consensuale, di conseguenza, è la modalità più rapida per risolvere la crisi matrimoniale.


In cosa consiste la separazione consensuale.

La separazione consensuale è un dispositivo previsto dall’art. 158 del Codice Civile che permette ai coniugi di mettersi d’accordo sui dettami della stessa separazione.

Per procedere con la separazione consensuale, in altre parole, è necessario che i coniugi stabiliscano di reciproco accordo i vari elementi e diritti relativi al patrimonio, all’assegno di mantenimento, all’affidamento della prole e all’assegnazione della casa coniugale.

Questi accordi dovranno essere attuati da un avvocato e, per divenire pienamente efficaci sotto un punto di vista legale, essere alla fine approvati da un giudice.

Gli accordi da prendere nell’ambito di una separazione consensuale riguardano in primo luogo il mantenimento dei figli minori o maggiorenni, qualora presenti.

Riguardo i figli dovranno essere decisi:

  • collocazioni e visite;
  • assegnazione della casa coniugale;
  • elementi relativi al mantenimento economico degli stessi.

Altro aspetto della separazione consensuale, attiene il prendere accordi patrimoniali.

Difatti, qualora vi sia una differenza economica tra le controparti, il coniuge più “ricco” dovrà mantenere il coniuge economicamente più debole, corrispondendole una somma periodica, per garantirgli lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio.

Una volta approvato l’accordo patrimoniale di separazione consensuale, il coniuge non potrà più esimersi dal dovere di mantenere l’altra controparte. Qualora invece entrambi i coniugi siano economicamente autosufficienti, il presupposto di mantenimento decadrebbe e verrebbe dichiarato nell’atto di verbale di separazione.

In assenza degli accordi sopra elencati, patrimoniali e relativi al mantenimento dei figli, la separazione consensuale non sarà attuabile, ma bisognerà procedere con una separazione giudiziale.

In termini procedimentali, tuttavia, in base alla transitorietà dell’istituto, la legge permette di decidere anche successivamente di procedere con una separazione consensuale, pur se all’inizio la coppia aveva optato per una via giudiziale.


L’iter da seguire per la separazione

L’iter classico di separazione consensuale si avvia con il deposito di un ricorso presso il Tribunale del luogo di ultima residenza o domicilio di almeno uno dei due coniugi.

Il ricorso dovrà contenere tutti i documenti richiesti per l’apertura della procedura.

Lo step successivo è la fissazione, da parte del Tribunale, ed entro cinque giorni dalla presentazione della domanda, della data d’udienza.

Durante l’udienza il Presidente avrà l’onere di ascoltare privatamente e poi congiuntamente i consorti, ai fini della ratifica della conciliazione raggiunta, secondo quanto previsto dall’art. 708 del Codice di Procedura Civile.

Il procedimento inerente la separazione consensuale si estinguerà, infine, con l’udienza presidenziale stessa, in quanto i coniugi avranno confermato la propria reciproca volontà di separarsi alle condizioni riportate nel verbale. A partire da tale data, i coniugi sono dunque autorizzati a vivere in maniera separata.

Se sono presenti accordi sui figli, il Tribunale è tenuto a dare una valutazione di legittimità e di corrispondenza di dette condizioni, sulla base degli interessi degli eventuali figli minori della coppia. Se la valutazione delle condizioni è favorevole, si procederà con il relativo provvedimento di omologazione della separazione consensuale, che costituisce a tutti gli effetti titolo esecutivo anche ai fini dell’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

Il contenuto dell’accordo di separazione ottenuto in fase di omologazione, potrà essere revisionato in un secondo tempo, qualora vi siano circostanze che ne comprovino la necessità.

La nuova domanda integrativa seguirà le stesse fasi procedimentali della prima.

Quante modalità di separazione consensuale esistono?
Il Tribunale non è l’unica via attraverso cui i due coniugi possono giungere a una separazione consensuale.

Tra le altre modalità introdotte dalla Legge n. 162/2014 vi sono:

  • la negoziazione assistita;
  • la separazione davanti al sindaco.

La negoziazione assistita subentra nel momento in cui non vi sia un immediato accordo tra le parti.

Qualora i coniugi vogliano cioè mantenere la separazione consensuale, e non procedere per via giudiziale, potranno ricorrere a un accordo che sarà redatto in base all’esito di una procedura conciliativa avviata dai due rispettivi coniugi, in questo caso assistiti da due avvocati differenti, che promettono di collaborare per giungere a una soluzione in via del tutto amichevole.

L’accordo che alla fine sarà raggiunto, deve essere redatto in forma scritta ed essere sottoscritto dagli stessi avvocati, che ne attesteranno la conformità rispetto alla normativa vigente e gli conferiranno la stessa validità della separazione consensuale omologata dal Tribunale.

2) Altra strada percorribile è la separazione consensuale dinanzi al Sindaco, che avviene invece attraverso separate dichiarazioni che i coniugi consegnano all’ufficio dello stato civile. In questo caso però non sarà possibile accordarsi su trasferimenti patrimoniali, in presenza di figli minorenni o di maggiorenni non autosufficienti da un punto di vista economico, incapaci di intendere e volere o portatori di handicap. Qualora sussistano queste condizioni, infatti, si dovrà procedere necessariamente con le altre forme di separazione legale.

STUDIO LEGALE ELDA PANNIELLO

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