Modifica delle condizioni di divorzio

In seguito alla sentenza di divorzio, che si tratti di divorzio consensuale o giudiziale, qualsiasi decisione presa può essere sottoposta a modifica.
La modifica delle condizioni di divorzio è infatti una procedura consentita dalla legge, ma solo qualora subentrino determinati criteri.
Vediamo quindi tutte le situazioni e modalità che disciplinano la modifica delle condizioni di divorzio.

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Modifica delle condizioni di divorzio: presupposti generali

Secondo la legge n.898/1970, la modifica delle condizioni di divorzio può essere richiesta in caso di sopravvenienza di giustificati motivi dopo l’emanazione della sentenza che pronuncia lo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Qualora siano presenti dei figli, tale modifica può essere richiesta in relazione all’affidamento e alle modalità dei contributi da corrispondere.

In presenza di figli, peraltro, la modifica delle condizioni di divorzio può essere richiesta in qualsiasi momento, qualora la revisione riguardi:

  • l’affidamento degli stessi figli,
  • l’attribuzione dell’esercizio della responsabilità genitoriale su di essi,
  • le eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo da corrispondere.

Può accadere, ad esempio, che uno dei due ex coniugi richieda dopo il divorzio che i figli gli siano affidati in via esclusiva. Tale richiesta di modifica, tuttavia, è accettata soltanto se il corrispettivo ex coniuge ha messo in atto comportamenti incompatibili con la responsabilità genitoriale, come l’aver vietato alla controparte di vedere la prole.

Per quanto concerne, invece, la modifica delle condizioni di divorzio relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere, anche questa può essere richiesta in ogni tempo, ma tale revisione è subordinata:

  • alla variazione delle condizioni economiche effettive di uno dei due coniugi;
  • al caso in cui il beneficiario dell’assegno abbia avviato una stabile convivenza con un altro partner.

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Modifica delle condizioni in tribunale

Per modificare le condizioni di divorzio, l’iter classico prevede la presentazione della domanda al Tribunale che ha pronunciato la sentenza di divorzio.

Il Tribunale valuterà l’istanza presentata e, qualora giustificata, provvederà in Camera di Consiglio ad apportare le necessarie modifiche.

In caso di presenza di figli o di revisione delle condizioni riguardanti la prole, obbligatoria sarà anche la presenza del Pubblico Ministero.

Per valutare attendibile la domanda di modifica, il Tribunale potrà effettuare varie indagini. Se la richiesta di modifica riguarda le condizioni patrimoniali ed economiche, il Tribunale potrà svolgere accertamenti e indagini patrimoniali anche con l’ausilio della Polizia Tributaria. Il tutto per verificare, attraverso mezzi istruttori, che le ragioni apportate siano giustificabili e reali.

Nel caso di accettazione della domanda di modifica, il Tribunale procederà con l’analisi e la verifica delle nuove condizioni. Qualora soddisfacenti, le approverà con decreto. Se sono presenti figli, qualsiasi decisione dovrà ricevere il parere positivo anche da parte del Pubblico Ministero. Qualsiasi decisione inerente la modifica delle condizioni di divorzio potrà comunque essere anche oggetto di reclamo dinanzi alla Corte d’Appello.

Per procedere alla modifica, oggi non è più indispensabile rivolgersi al Tribunale.

Con il D.Lgs. 132/2014, infatti, sono state aggiunte due modalità al fine di snellire la burocrazia giudiziaria:

  • la negoziazione assistita;
  • la modifica delle condizioni di divorzio in Comune.

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Negoziazione assistita e modifica in Comune

Con la negoziazione assistita gli ex coniugi hanno la possibilità di raggiungere un nuovo accordo con l’assistenza dei rispettivi avvocati, senza dover per forza far ricorso al Tribunale.

Qualora il nuovo accordo venga raggiunto, lo stesso dovrà essere inviato al Pubblico Ministero: quest’ultimo darà il nullaosta all’avvocato per adempiere i vari procedimenti burocratici inerenti la modifica delle condizioni di divorzio.

Se non vi sono figli, il processo di modifica si conclude in maniera celere. In caso contrario, l’accordo raggiunto dovrà essere sottoposto all’attenzione del Pubblico Ministero, entro dieci giorni.

Se il Pubblico Ministero ritiene che esso risponda all’interesse dei figli lo autorizza. Se invece ritiene che non risponde all’interesse dei figli lo trasmette, entro cinque giorni, al Presidente del Tribunale, che, entro i successivi trenta giorni, fissa la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Ottenuto il nullaosta, l’avvocato trasmette l’accordo all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune in cui fu iscritto o trascritto l’atto di matrimonio per formalizzare la modifica.

Un’altra modalità è la modifica delle condizioni di divorzio nel Comune di residenza di uno dei due ex coniugi o di quello presso cui è stato iscritto o trascritto l’atto di matrimonio, davanti al Sindaco in qualità di Ufficiale di Stato Civile. Il Sindaco redigerà la volontà degli ex coniugi e verbalizzerà l’atto di modifica delle condizioni di divorzio. In questo caso non è prevista la presenza di un avvocato, ma tale possibilità è subordinata all’assenza di patti di trasferimento patrimoniale e all’assenza di figli minorenni, incapaci o portatori di handicap gravi o economicamente non autosufficienti.

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Sarò lieta di poterti aiutare, al fine da capire quale iter procedurale è più adatto al tuo caso.