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Sottrazione di minori.

La sottrazione di minori, nelle varie configurazioni in cui può presentarsi, è uno dei reati di famiglia previsti dal Codice penale.

Il reato di sottrazione di minori tutela gli stessi minori e il loro diritto a mantenere un rapporto con entrambi i genitori. Per tale motivo, chi compie un reato di sottrazione di minori può andare incontro a conseguenze penali.

 Il reato di sottrazione di minori.

Il reato di sottrazione di minori, ovvero il diritto del minore di mantenere un rapporto con entrambi i genitori, è previsto a livello internazionale già negli articoli 8 e 9 della Convenzione sui diritti del fanciullo.

Un riferimento alla sottrazione di minori lo ritroviamo inoltre anche all’interno dell’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nonché in varie sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.

In Italia, il reato di sottrazione dei minori rientra tra i delitti di famiglia ed è volto a tutelare da un lato la responsabilità genitoriale e dall’altro il diritto del minore di anni 14 a vivere nel proprio ambiente familiare.

Secondo l’art. 574 del Codice penale, possono sussistere tre condotte che configurano il reato di sottrazione dei minori:

- allontanamento del minore di anni 14 dalla sfera di direzione, tutela, cura o custodia del genitore esercente la responsabilità genitoriale, del tutore, del curatore o di chi ne abbia la vigilanza o la custodia senza il consenso di questi ultimi;

- trattenimento del minore di anni 14 al di fuori del luogo in cui dovrebbe ritornare, contro la volontà di chi eserciti su di esso la responsabilità genitoriale, la tutela, la curatela o ne abbia la custodia o la vigilanza;

- sottrazione del minore di anni 14 per un fine diverso da quello di libidine o di matrimonio, senza il consenso del coniuge.

Un caso particolare: sottrazione di minori in un Paese terzo.

Può accadere che la sottrazione del minore comporti il trasferimento dello stesso presso un altro Paese dell’Unione Europea, senza il consenso di uno dei due genitori che ne esercitano la patria potestà, magari in violazione della decisione di un giudice. In questo caso si aprono nuovi scenari che vedono il coinvolgimento dei giudici del Paese in cui il minore è stato trasferito.

Il procedimento giudiziario di sottrazione di minori, qualora vi sia stata la violazione di una decisione giudiziale, prevede cioè la possibilità di impugnare il provvedimento, procedendo per le vie legali del Paese in cui la stessa decisione è stata presa.

Lo scopo è di ottenere il rimpatrio del minorenne, tranne nelle seguenti due eccezioni:

  • se il minore viveva in una situazione di pericolo nel Paese di origine,
  • se il minore ha compiuto i 14 anni e non dà il consenso al suo stesso rimpatrio.

Ricordiamo infatti che la legge italiana ammette il consenso dei minori solo dopo i 14 anni di età.

Ancora diverso è il caso in cui la sottrazione di minore avviene in un Paese extra europeo.

In questa circostanza, la procedura si avvia tramite l’autorità centrale italiana se il Paese in cui è avvenuto il trasferimento ha aderito alla Convenzione di Aia del 1980.

In caso contrario, l’autorità centrale italiana non può intervenire. Il soggetto che ha subito la sottrazione di minore dovrà pertanto attivarsi in maniera autonoma, contattando un avvocato locale, nel Paese interessato.

Le pene previste in caso di sottrazione di minori.

In ambito di reato di sottrazione di minori, secondo quanto previsto dall’art. 574 del Codice penale, chiunque, e quindi non soltanto chi ne detiene la patria potestà, sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la responsabilità genitoriale, al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la responsabilità genitoriale, del tutore o del curatore, con la reclusione da uno a tre anni.

All’interno dello stesso articolo, viene specificato al secondo comma che la pena di sottrazione di minori è prevista anche per chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni 14, e che sia stato sottratto senza il consenso di esso, per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.

Il procedimento penale in merito alla sottrazione di minori, però, si può aprire soltanto dietro presentazione di querela da parte del genitore che ha subito il reato, oppure da parte della persona che ne mantiene la patria potestà.

Sono specializzata nell’ambito delle violenze sessuali, delle violenze di genere e reati di maltrattamento, nonché in cause di separazione e divorzio.

In qualità di esperto avvocato in materia di diritto di famiglia, sarò lieta di poterti aiutare, nonché seguire in ogni fase del processo.

STUDIO LEGALE ELDA PANNIELLO

Lo Studio dell’Avvocato Elda Panniello a Foggia è a tua disposizione per fornirti tutti i suggerimenti per analizzare il problema, identificare i punti chiave e trovare insieme il miglior modo per affrontarlo.

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