I reati di famiglia

All’interno del codice penale troviamo una parte dedicata ai reati di famiglia o reati contro la famiglia.
I reati di famiglia sono tutti quei reati che condannano le condotte umane illecite che hanno a che fare con il matrimonio e la vita dei coniugi.

Vediamo quindi quali sono i reati di famiglia e come è possibile difendersi da essi.

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Le categorie penali dei reati di famiglia

I reati di famiglia sono previsti dal libro II, titolo IX del Codice penale, agli artt. 556- 574 bis e tutelano i principi costituzionali del matrimonio monogamico e dell’uguaglianza dei coniugi.

A livello classificatorio, i reati di famiglia sono suddivisi in quattro categorie generali:

  1. i delitti contro il matrimonio
  2. i delitti contro la morale familiare
  3. i delitti contro lo stato di famiglia
  4. i delitti contro l’assistenza familiare.

I delitti contro il matrimonio e la morale familiare

All’interno dei delitti contro il matrimonio, sono compresi quei reati di famiglia che concernono il delitto di bigamia, ovvero colui che essendo legato da matrimonio civile, contrae un nuovo matrimonio (bigamia propria). Esiste poi la bigamia impropria, che sussiste nel momento in cui una persona, libera da vincolo coniugale, contrae matrimonio con una persona legata da effetti di matrimonio civile.

Tra i delitti contro il matrimonio, ritroviamo anche l’induzione al matrimonio mediante inganno, e l’adulterio o il concubinato, di cui il secondo è una forma aggravata del primo. Riguardo questi ultimi, sia il concubinato che l’adulterio non sono considerato più reati di famiglia, bensì illeciti civili, che possono comportare l’addebito in caso di separazione.

Riguardo la seconda categoria, ovvero i delitti contro la morale familiare, distinguiamo l’incesto e gli attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica. Con incesto si intende chiunque della famiglia lo commetta nei confronti di un discendente o di un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello. Gli attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica, invece, si riferiscono a chiunque nella cronaca dei giornali o di altri scritti periodici, nei disegni che ad essa si riferiscono, ovvero nelle inserzioni fatte a scopo di pubblicità sugli stessi giornali o scritti, espone o mette in rilievo circostanze tali da offendere la morale familiare.

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I delitti contro lo stato di famiglia e contro l’assistenza familiare

Tra i reati di famiglia che rientrano nei delitti contro lo stato di famiglia, ritroviamo:

  • supposizione o soppressione di stato
  • alterazione di stato
  • occultamento di stato di un figlio
  • pena accessoria

La supposizione o soppressione di stato si riferisce a chiunque fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente, oppure a chi ne sopprime lo stato civile mediante l’occultamento di un neonato. Per quanto concerne, invece, l’alterazione di stato, si rifà a chiunque, mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile. L’occultamento di stato di un figlio si riferisce al fatto di deporre o presentare un fanciullo, già iscritto nei registri dello stato civile come figlio nato nel matrimonio o riconosciuto, in un ospizio di trovatelli o in un altro luogo di beneficenza, occultandone lo stato.

Infine, la pena accessoria è la perdita di responsabilità genitoriale per il genitore che ha commesso uno di questi delitti contro lo stato di famiglia.

Altra categoria di reati di famiglia sono i delitti contro l’assistenza familiare, tra cui ritroviamo in sintesi:

  • violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio: in questo caso il coniuge si sottrae, ad esempio, all’obbligo di versare l’assegno di mantenimento
  • abuso dei mezzi di correzione o di disciplina: ovvero chiunque abusi della sua posizione per attuare metodi educativi che ledono la dignità di un familiare
  • maltrattamenti contro familiari e conviventi
  • sottrazione consensuale di minorenni o di persone incapaci
  • trattenimento e sottrazione di minore all’estero
  • costituzione di un’unione civile agli effetti della legge penale: il termine matrimonio, e quindi tutti gli obblighi inerenti, è riferito anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Cosa fare in presenza di reati di famiglia

Qualora una persona ha subito un reato di famiglia, deve esporre come prima cosa denuncia entro tre mesi dal fatto, mentre per i reati sessuali entro un anno.

Per i reati procedibili d’ufficio, invece, è sufficiente che le autorità vengano a conoscenza degli episodi, nel rispetto della prescrizione dei reati, che non sono mai inferiori a sei anni.

Tra i reati di famiglia procedibili a querela della persona offesa ritroviamo:

  • violazione degli obblighi di assistenza familiare;
  • sottrazione di persone incapaci;
  • lesioni personali;
  • violenza sessuale;
  • atti persecutori;
  • diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Tra i reati di famiglia procedibili d’ufficio ritroviamo i maltrattamenti contro familiari o conviventi, le lesioni personali gravi e le violenze private.

Esposta la denuncia, si dà avvio a un procedimento penale che consterà in primo luogo di indagini preliminari, volte a raccogliere tutti gli elementi utili a sostenere l’accusa in giudizio.

A conclusione delle indagini preliminari, il difensore e l’accusato hanno tempo venti giorni per depositare le proprie memorie difensive.

In seguito, si procederà con i classici riti del processo penale, ovvero udienza preliminare e dibattimento.

Il giudice, prima di arrivare a sentenza, potrà ritenere necessarie alcune esigenze cautelari e, quindi, applicazione delle corrispondenti misure cautelari nei confronti dell’indagato.

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In qualità di esperto avvocato in materia di diritto di famiglia, sarò lieta di poterti aiutare, nonché seguire in ogni fase del processo.

Sono specializzata nell’ambito delle violenze sessuali, delle violenze di genere e reati di maltrattamento, nonché in cause di separazione e divorzio.