Divorzio consensuale

Il divorzio consensuale è lo scioglimento del vincolo matrimoniale su volontà di entrambi i coniugi.

La procedura di divorzio consensuale, pertanto, può essere intrapresa soltanto qualora i coniugi abbiano raggiunto un reciproco accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio.

Vediamo quindi caratteristiche e iter procedimentali inerenti il divorzio consensuale.

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Le caratteristiche del divorzio consensuale

Si può parlare di divorzio consensuale solo se il divorzio viene avviato dai coniugi in maniera consensuale, in quanto raggiunto l’accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio.

Tra le condizioni su cui i coniugi devono trovare accordo ritroviamo le seguenti:

  • affidamento della prole;
  • mantenimento dei figli;
  • assegno di mantenimento a favore del coniuge avente una disponibilità economica più bassa;
  • assegnazione della casa coniugale;
  • suddivisione dei beni comuni posseduti.

Tale tipologia di divorzio diviene effettivo quando la separazione consensuale si protrae per oltre sei mesi, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

In aggiunta, come in tutte le procedure di divorzio, anche quelle del divorzio consensuale hanno carattere definitorio e non transitorio, come invece accade per la separazione consensuale.

Con questo divorzio, in altre parole, viene meno qualsiasi dovere coniugale, ovvero la cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché l’obbligo di coabitazione, la fedeltà coniugale, l’assistenza morale e materiale, l’educazione e l’istruzione della prole.

Iter giuridico

Il divorzio consensuale può seguire tre strade:

  • presentazione della domanda, da parte di entrambi i coniugi, presso il Tribunale di competenza del luogo di residenza o domicilio di uno dei due coniugi;
  • negoziazione assistita con la presenza di un avvocato;
  • istanza da presentare di fronte a un ufficiale civile.

Nel caso del Tribunale, il divorzio consensuale prende avvio con la presentazione della richiesta presso la Cancelleria. All’interno della richiesta di divorzio devono essere esposte tutte le condizioni riguardanti la prole e i rapporti economici inerenti lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

La richiesta, in questo caso, può essere presentata soltanto dopo sei mesi dall’avvenuta separazione consensuale o dodici mesi dalla separazione giudiziale.

Alternativa alla richiesta presso il Tribunale, può seguire diverse strade, le stesse previste dalla Legge n. 162/2014.

  1. Una prima modalità alternativa è il divorzio consensuale con la negoziazione assistita di un avvocato. In questo caso, coniugi hanno la possibilità di concludere la loro definitiva separazione eludendo il controllo da parte del giudice, attraverso la formalizzazione di un accordo, sottoscritto dagli avvocati, dietro nullaosta del Tribunale, nel quale confluiscano le reciproche intenzioni e volontà. [Ritorno a capo del testo]
  2. Altra modalità, invece, è l’istanza di presentare di fronte a un ufficiale civile. Con questa modalità non è obbligatoria la presenza di un avvocato, ma tale procedura può essere seguita solo qualora non vi siano patti di trasferimento patrimoniale e/o non vi siano figli in comune che siano minori o incapaci o portatori di handicap gravi o anche solo non autosufficienti dal punto di vista economico.

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Procedure di rito

Qualora la coppia di ex coniugi opti per le procedure di rito presso il Tribunale, all’interno della domanda di divorzio consensuale andranno allegati:

  • una nota di iscrizione a ruolo;
  • una copia dell’atto integrale di matrimonio;
  • lo stato di famiglia di entrambi i coniugi;
  • il certificato di residenza di entrambe le parti;
  • una copia autentica del verbale di separazione consensuale o copia autentica della sentenza di separazione, con l’attestazione che quest’ultima è divenuta definitiva, e una copia autentica del verbale dell’udienza presidenziale, che ha autorizzato i coniugi a vivere separati.

Presentato il ricorso di divorzio consensuale, il Presidente provvederà a fissare la data di udienza, cui i coniugi dovranno comparire personalmente. Dopo aver sentito i coniugi separatamente e poi congiuntamente, se si perverrà a una conciliazione, la causa si estinguerà con il relativo verbale.

In alternativa, il Presidente dà atto verbale degli accordi intervenuti fra i coniugi e rimette la decisione al Tribunale in seduta collegiale.

Quest’ultimo verificherà i presupposti di legge (ad esempio se la comunione spirituale e materiale può essere mantenuta o ricostituita) e le decisioni riguardanti la prole, decidendo infine con sentenza nelle forme della camera di consiglio.

Dal punto di vista economico, il divorzio consensuale è più vantaggioso rispetto a quello giudiziale, poiché il costo va dai 1000 ai 2000 euro in totale. La via giudiziale, invece, può arrivare a un costo di 15000 euro.

Il ricorso congiunto è peraltro più veloce, oltre che meno traumatico e stressante sia per i coniugi che per i figli.

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