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E' possibile cambiare le decisioni prese dal giudice?

Gli ex coniugi, singolarmente o congiuntamente, possono domandare in qualsiasi momento al Tribunale la variazione delle condizioni della separazione che li riguardano, anche in riferimento ai figli. Occorre, però, che sia intervenuta e provata una contingenza  che abbia provocato un mutamento  della condizione di fatto esistente al momento  della pronuncia del Tribunale.

 

Quali sono le condizioni per poter chiedere il divorzio?

Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi quando: dopo la celebrazione del matrimonio l'altro coniuge è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza, all'ergastolo, a qualsiasi pena detentiva o per omicidio volontario; è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale tra i coniugi ovvero è stata omologata la separazione consensuale (le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale); l'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero nuovo matrimonio; il matrimonio non è stato consumato; è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della L. 14.4.1982, n. 164.

 

 

Nel momento in cui il giudice annulla, con sentenza, l'assegnazione della casa familiare al coniuge non proprietario per sopravvenute modifiche della situazione socioeconomica del figlio (che da non sufficiente è divenuto autosufficiente), quali sono le azioni più brevi da compiere per rientrare in possesso del proprio bene se la controparte non vuole abbandonare la casa?

E' necessario compiere un atto di precetto per la concessione di beni immobili ex art. 605 c.p.c., quando si è già muniti di una sentenza per cui verrà redatto un provvedimento esecutivo. Il precetto obbliga chi occupa l'immobile a rilasciarlo entro dieci giorni dalla notifica.

 

Il cognome dell'ex marito può essere mantenuto dopo il divorzio?

In base all'art. 5, commi 2,3,4 della Legge n. 898/1970, la donna divorziata può, in alcune circostanze, essere autorizzata dal giudice a seguitare a utilizzare il cognome dell'ex coniuge, quando sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela.

In caso di separazione è obbligatorio, per il coniuge che abbandona, a seguito di sentenza giudiziale, la casa coniugale, trasferire la residenza altrove?

 

Non è obbligatorio, ma consigliabile. Basti pensare ai benefici fiscali della prima casa. Nulla osta però che a seguito di una separazione, la residenza di entrambi i coniugi rimanga sempre presso la casa coniugale e ciò a condizione che il coniuge assegnatario della stessa sia al contempo consenziente.

STUDIO LEGALE ELDA PANNIELLO

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