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Divorzio giudiziale

Il divorzio giudiziale è la procedura che si segue nel momento in cui i coniugi non trovano un accordo sulle condizioni economiche e patrimoniali inerenti la fine del matrimonio.

Perché si possa avviare una causa di divorzio giudiziale è necessario che almeno uno dei due coniugi presenti ricorso.

Rispetto al divorzio congiunto nel divorzio giudiziale è obbligatoria la presenza di un avvocato per entrambi le parti che seguirà tutto l’iter procedurale.

 

Le caratteristiche del divorzio giudiziale.

Con divorzio giudiziale si intende quell’iter giuridico che si segue nel momento in cui una coppia di coniugi non trova accordo sulle condizioni di fine matrimonio.

Il divorzio giudiziale, infatti, è l’unica pratica perseguibile qualora la moglie e il marito non riescano ad accordarsi sulle condizioni economiche, patrimoniali, di divisione dei beni, di affidamento e mantenimento.

Nel divorzio giudiziale è sufficiente che almeno uno dei due ex coniugi presenti una causa al Tribunale di ultima residenza comune, o di residenza della parte che presenta il ricorso.

Rispetto al divorzio congiunto, in questi tipo di divorzio è obbligatoria la presenza di un avvocato divorzista per ciascuna parte.

L’avvocato, infatti, seguirà tutte le pratiche inerenti l’iter giuridico del divorzio giudiziale, fino alla sentenza del giudice.

 

Per avviare una pratica di divorzio, in ogni caso, è necessario che siano trascorsi sei mesi dal giorno dell’avvenuta separazione consensuale, oppure un anno dalla data in cui i coniugi sono stati autorizzati a vivere separati in caso di separazione giudiziale.

Solo dopo questo intervallo di tempo sarà possibile depositare il ricorso di divorzio giudiziale e notificarlo all’altro coniuge, in modo tale che sarà il Giudice a decidere sulle questioni irrisolte inerenti le condizioni di cui sopra.

Il deposito di un ricorso non esclude, tuttavia, che il divorzio giudiziale possa essere trasformato, in corso di procedimento, in divorzio congiunto, nel caso in cui le parti trovino un accordo. In mancanza di questa condizione, la pratica procede come un normale processo civile.

Le fasi processuali.

Il divorzio giudiziale si esplica attraverso due fasi:

  • la fase presidenziale;
  • la fase giudiziale.


La fase presidenziale prende avvio con la presentazione del ricorso presso il Tribunale da parte di almeno uno dei due coniugi. All’interno del ricorso devono essere contenuti tutti gli elementi di fatto e di diritto sui quali si poggia la domanda di divorzio giudiziale.

I documenti da presentare assieme alla domanda di divorzio sono i seguenti:

  • estratto integrale dell’atto di matrimonio;
  • certificato di residenza;
  • stato di famiglia;
  • dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni;
  • copia autentica della sentenza di separazione e omologa della separazione.

L’udienza sarà fissata dal Presidente del Tribunale entro i successivi cinque giorni, data in cui entrambi i coniugi dovranno comparire personalmente. All’udienza di comparizione, il Presidente dovrà sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentando una conciliazione.

Se i coniugi riescono a trovare un accordo in riferimento alle condizioni che sono state presentate con il ricorso, allora il divorzio giudiziale si conclude con la redazione scritta del verbale.

In caso contrario, il Presidente, sentiti i coniugi, i rispettivi difensori e l’eventuale prole presente, pronuncerà i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse degli stessi coniugi e figli.

Successivamente nominerà il giudice istruttore e fisserà l’udienza di comparizioni davanti a questo.

La fase giudiziale è attinente alle forme ordinarie del procedimento civile con tutti i vari gradi di giudizio.

Fatto salvo che il processo debba continuare per la determinazione dell’assegno, il tribunale, su richiesta di una o di entrambe le parti, può emettere sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Di fronte alla sentenza del Giudice, è comunque ammissibile il ricorso in appello immediato secondo i dettami della Camera di Consiglio.

 

Effetti del divorzio

Gli effetti del divorzio giudiziale, come in tutte le altre forme di divorzio, sono definitivi e non transitori.

Con la sentenza di divorzio viene infatti sciolto qualsiasi vincolo e dovere coniugale, quali: la coabitazione, la fedeltà coniugale, l’assistenza morale e materiale.

Tra gli effetti del divorzio ritroviamo:

  • perdita del cognome del marito da parte della donna;
  • qualora ne sia riconosciuto il diritto, l’assegno divorzile a carico del coniuge più ricco e la sua determinazione quantitativa;
  • decisioni circa l’affidamento dei figli, che può essere congiunto, esclusivo o familiare;
  • assegno di mantenimento per la prole, poiché l’obbligo di educare, mantenere, educare e istruire i figli non cessa, a carico dei genitori, con la sentenza di divorzio e lo scioglimento del matrimonio;
  • infine, assegnazione della casa coniugale.

STUDIO LEGALE ELDA PANNIELLO

Lo Studio dell’Avvocato Elda Panniello a Foggia è a tua disposizione per fornirti tutti i suggerimenti per analizzare il problema, identificare i punti chiave e trovare insieme il miglior modo per affrontarlo.

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