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Modifica delle condizioni di separazione.

La modifica delle condizioni di separazione è il provvedimento che viene emesso dal Tribunale su richiesta di uno o di entrambi i coniugi separati, nel momento in cui le condizioni contenute nel verbale di separazione consensuale o giudiziale siano mutate.

Per procedere a una modifica delle condizioni di separazione, pertanto, occorre presentare precisa istanza al Tribunale di riferimento, oppure a un avvocato con l’istituto della negoziazione assistita.


Modifica delle Condizioni di separazione: quando si può richiedere.

Sia nel caso della separazione consensuale che della separazione giudiziale, la modifica delle condizioni di separazione può essere richiesta soltanto se vi è stato un mutamento sostanziale delle condizioni esistenti rispetto a quelle presenti in passato.

Tale modifica consiste nel cambiare quelle che erano state stabilite al momento dell’omologazione, della pronuncia di separazione o dell’accordo raggiunto con la negoziazione assistita.

Le motivazioni che giustificano la richiesta di modifica devono essere sostanziali, poiché può essere effettuata soltanto in presenza di determinati criteri.

In particolare, deve sussistere un sopravvenuto squilibrio nei rapporti tra i coniugi o nei confronti dei figli che possano giustificare la presentazione della domanda.

La necessità di provvedere a una modifica delle condizioni di separazione, ad esempio, si prevede in tutti quei casi in cui emergono nuove necessità economiche e, quindi, debba essere rivisto l’assegno di mantenimento.

Tale pratica può inoltre rendersi indispensabile, nel momento in cui la condizione economica di uno dei due coniugi migliora sensibilmente. Oppure ancora qualora il figlio manifesti una spiccata inclinazione verso il genitore non affidatario, tale da giustificare una modifica sulle condizioni di affidamento.

La richiesta di modifica delle condizioni di separazione può essere fatta anche da solo uno dei due ex coniugi, poiché non ha alcuna rilevanza l’espressa rinuncia alla modifica della controparte, essendo questa prevista per legge.


L’iter procedurale

La domanda diretta ad ottenere la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e i figli va proposta al Tribunale competente, lo stesso che si era pronunciato in fase di separazione.

Il giudice provvede in Camera di consiglio, in relazione alla richiesta presentata, alla determinazione della controversia, caratterizzata dalla brevità del rito che comporta una possibilità di difesa delle parti, sebbene più ridotta. Il ricorso può essere proposto da uno solo dei coniugi o da entrambi.

Le parti che presentano la richiesta di modifica alle condizioni di separazione, possono essere spinte da motivazioni diverse. Per questo, è obbligatoria la presenza del Pubblico Ministero, pena nullità della modifica: tutti gli atti, anche quelli istruttori, infatti, devono essergli comunicati in modo che il Pubblico Ministero possa formulare per iscritto le sue conclusioni.

Qualora si proceda all’attività istruttoria, le parti possono produrre non solo documentazione idonea a dimostrare il fondamento della loro pretesa o le ragioni valide a contrastarla, ma anche dedurre delle prove, la cui ammissibilità sarà valutata dal Tribunale.

In seguito alla conclusione della prima e delle successive udienze, possono essere presi dal giudice varie tipologie di provvedimenti.

Qualora il procedimento di modifica delle condizioni di separazione non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare dei provvedimenti provvisori il cui contenuto potrà essere ulteriormente modificato in corso di causa.

Nel caso si arrivi alla modifica definitiva delle condizioni di separazione, invece, si procederà con provvedimento finale. Se la modifica alle condizioni di separazione non andrà bene a uno dei due coniugi, quest’ultimo potrà fare reclamo alla Corte d’Appello entro dieci giorni dalla notificazione del decreto.

È possibile anche impugnare il decreto emesso dalla Corte d’Appello tramite ricorso in Cassazione.


Altre modalità di modifica delle condizioni.

Oltre al Tribunale, è possibile effettuare le modifiche delle condizioni di separazione anche con la procedura di negoziazione assistita, prevista dal D. Lgs. 132/2014.

Con la negoziazione assistita i coniugi possono trovare un accordo per risolvere la controversia in via amichevole, grazie all’esistenza di un avvocato per parte. L’accordo ottenuto tramite negoziazione assistita produce gli stessi effetti del procedimento giudiziale, poiché in esso saranno effettuate tutte le dovute annotazioni circa le modifiche che poi saranno vagliate e omologate dal Procuratore della Repubblica.

Occorre distinguere due eventualità: il caso in cui vi sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, e il caso in cui non sono presenti.

- Nel primo caso l’accordo raggiunto sulle modifiche delle condizioni, a seguito di convenzione di negoziazione assistita, è trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti successivi.

- Nel secondo caso, invece, l’accordo raggiunto deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al Procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l’accordo risponde all’interesse dei figli, lo autorizza.

Quando ritiene che l’accordo non risponde all’interesse dei figli, il Procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Nell’accordo si dà atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di esperire la mediazione familiare e che hanno informato le parti dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori.

STUDIO LEGALE ELDA PANNIELLO

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