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Divorzio con addebito

Il divorzio con addebito si verifica nel momento in cui il giudice stabilisce che uno dei due coniugi è venuto meno ai vincoli del matrimonio, prima dello scioglimento dello stesso.

Si può avere divorzio con addebito sia nel caso di divorzio congiunto che di divorzio giudiziale. Come in tutti gli altri casi di divorzio, pertanto, ha carattere definitivo.

Divorzio con addebito: cosa si intende.

Il divorzio, in linea generale, può essere di due tipologie: divorzio con addebito e divorzio senza addebito. Quando si parla di “addebito”, si intende una colpa, a carico di uno dei due coniugi, da cui si è generato lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Tra le cause che possono portare un Giudice a stabilire un divorzio con addebito, ritroviamo il venir meno da parte di uno dei due coniugi di almeno uno tra i seguenti doveri coniugali:

  • l’obbligo reciproco di fedeltà;
  • il dovere di assistenza morale e materiale dell’altro coniuge;
  • la collaborazione nell’interesse della famiglia;
  • l’obbligo di coabitazione;
  • la contribuzione ai bisogni della famiglia;
  • il mantenimento inalterato dei vincoli di matrimonio in merito ai doveri di assistenza, educazione e istruzione della prole.

Per dichiarare un addebito, il Giudice dovrà valutare con attenzione tutte le informazioni e memorie difensive presentate dalle controparti. In particolare, con lo studio dei vari documenti, il Giudice dovrà cioè stabilire se effettivamente il coniuge interessato è venuto meno ai doveri coniugali sopra riportati. In aggiunta, deve anche considerare se l’intollerabilità della convivenza esista secondo un preciso nesso causale con l’addebito. Il divorzio con addebito sussiste solo se l’addebito stesso viene accertato.

Cosa comporta la presenza di un addebito.

Qualora il Giudice decida per la pronuncia di divorzio con addebito, gli effetti sulla sentenza giudiziale finale sono di vario tipo, ma comunque attinenti solo all’ambito economico.

Tale divorzio infatti, non avrà alcuna conseguenza circa le decisioni finali inerenti l’affidamento e la collocazione dei figli minori.

I provvedimenti su cui potrà incidere la presenza o meno di un addebito sono:

  • la quantificazione dell’assegno di mantenimento a carico del coniuge più ricco;
  • l’ammontare dell’assegno alimentare;
  • la quantificazione dell’assegno di mantenimento per i figli.

Come anticipato, il divorzio con addebito non influenzerà le decisioni inerenti:

  • l’affidamento dei figli minori;
  • la collocazione dei figli minori;
  • l’assegnazione della casa coniugale.

Occorre specificare che se il coniuge cui è addossato l’addebito si trova in una posizione di inferiorità economica, egli potrà non ricevere alcun assegno di mantenimento da parte dell’ex consorte. Solo nel caso in cui il coniuge “addebitato” versi in stato di bisogno e di estrema povertà, verrà comunque a lui riconosciuto il diritto a ricevere gli alimenti. In caso di morte del coniuge incaricato a dare gli alimenti, in presenza di divorzio con addebito, il tutto ricadrà sull’eredità.

 

Come si arriva alla sentenza di divorzio con addebito.

L’addebito può essere rilevato in qualsiasi procedura divorzile. Il divorzio con addebito, però, ha carattere non transitorio, per cui la sentenza da parte del Giudice deve essere ritenuta immodificabile, tranne che in situazioni particolari o in presenza di ricorso.

Per arrivare a una sentenza di questo tipo, il procedimento giuridico segue le normali fasi del rito ordinario, comuni anche alle altre pratiche di divorzio.

La procedura inizia con la fase presidenziale che si avvia con la presentazione del ricorso da parte di almeno uno dei due coniugi presso il Tribunale di competenza.

In seguito, il Presidente del Tribunale fisserà l’udienza entro i successivi cinque giorni. All’udienza i coniugi dovranno comparire personalmente, al fine di un primo tentativo di conciliazione tra le parti.

Se i coniugi riescono a trovare un accordo in riferimento alle condizioni che sono state presentate con il ricorso, allora il tutto si conclude con la redazione scritta del verbale. Qualora non si giunga a una conciliazione, si entrerà nella fase giudiziale vera e propria, con tutti i vari gradi di giudizio tipici del rito ordinario.

La sentenza finale del giudice diramerà la sussistenza o meno del divorzio con addebito a carico del coniuge che ha tradito il vincolo matrimoniale. Sulla base di questa considerazione, saranno fissate tutte le condizioni inerenti lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Da quel momento, qualsiasi dovere coniugale non sarà più in vigore.


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